Tu mi guardi, io ti osservo…

21 04 2009

La nostra situazione ci permette di osservare il mondo sotto un’altra ottica. Inevitabilmente lo stare seduti su una sedia a rotelle ci lascia il tempo per pensare maggiormente, analizzando con occhi più attenti tutto ciò che molto spesso la quotidianità non permette di vedere. La realtà è avvolta da questo turbine di frenesia, tutti devono correre, andare, fare…. Sembra una lotta contro il tempo che troppo spesso fa perdere di vista il punto della situazione.Noi siamo spettatori di questa realtà così veloce e psichedelica e possiamo vantare di goderci lo spettacolo su una poltronissima, in prima fila. Questo è un punto a nostro favore, altroché! Personalmente posso dire che mi diverto molto a osservare la gente… così strana, così diversa. Mi piace incontrare lo sguardo delle persone, soprattutto quando hanno reazioni assurde nel vederti. Secondo me ci sono molti tipi di sguardi:

-quelli incuriositi, di chi ti vede per la prima volta e si pone mille domande;

-quelli stupefatti, di chi è incredulo nel vedere che qualcuno possa condurre una vita dignitosa anche su quattro ruote;

-quelli pietosi, di chi pensa di fare l’opera pia del giorno facendo finta di provare pena per te;

-quelli morbosi, di chi ti fissa incessantemente studiandoti quasi come fosse uno dei più illustri primari e diagnosticandoti chissà quale strano morbo;

-quelli gioiosi, che vedono in te una ricchezza al di là delle difficoltà che puoi avere;

-quelli sinceri, di chi si approccia naturalmente, trattandoti alla pari.

Dagli occhi di una persona traspare in un certo senso il modo in cui questa si atteggerà nei nostri confronti. Troppo spesso siamo sempre noi quelli considerati diversi e questo pensiero mi fa sorridere. Basta mettersi a fianco di una panchina in centro per rendersi conto che la “normalità” è relativa… l’andirivieni di persone è davvero uno spettacolo folkloristico ed esclusivo. Personaggi bizzarri, giovani alternativi, manager alla conquista del mondo, cinquantenni con la paura di invecchiare in abiti succinti e tigrati, signore imborghesite, ragazzi anticonformisti vestiti tutti uguali. Insomma… alla resa dei conti la domanda sorge spontanea: “chi è diverso da chi?”. Facciamone ricchezza di questo arcobaleno di modi di vivere.


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